Elizabeth & Elizabeth: le regine ai confini di un secolo

C’è qualcosa di straordinariamente simbolico nella storia di Elizabeth di York e di sua nipote Elizabeth I.

Due donne, stesso nome, stesso sangue. Una all’alba, l’altra al tramonto della dinastia Tudor. E tra loro intercorrono esattamente cento anni.

Elizabeth di York morì nel 1503. Elizabeth I nel 1603.

Un secolo esatto. Come se il tempo avesse voluto incorniciare il regno dei Tudor tra due donne chiamate Elizabeth… cosa decisamente non nuova per la nostra Elizabeth di York, che nacque e morì lo stesso giorno: l’11 febbraio.

Elizabeth di York fu l’anello di congiunzione tra York e Lancaster. Il suo matrimonio politico con Enrico VII fu la base su cui si fondò l’intera dinastia Tudor.

Apparentemente mite, ma centrale, fu madre di Enrico VIII e simbolo di pace dopo anni di guerra. Simbolo di sacrificio, per porre fine a quella scia di morti inutili.

Elizabeth I era sua nipote, e fu l’ultima sovrana Tudor. Senza figli, senza eredi diretti, chiuse un’epoca.

Ma lo fece con lucidità, affidando il trono a Giacomo VI di Scozia, figlio della cugina Mary Stuart e nipote di Margaret Tudor, altra figlia di Elizabeth di York.

Il sangue di Elizabeth continuava, ma non più sotto il nome Tudor. Forse proprio come Elizabeth I desiderava. Quel nome, macchiato soprattutto dal comportamento tirannico di suo padre, Enrico VIII, che fece giustiziare la madre e gettò il paese in una serie di conflitti che Elizabeth dovette contenere per tutta la sua vita.

Un’altra cosa che mi ha sempre colpito delle due Elizabeth sono i loro motti, che, a quanto pare, parlano anche quando la storia tace.

Elizabeth di York, da giovane, scelse “Sans removyr”, ovvero: “Senza mai cambiare, senza mai dimenticare”.

Una frase che sa di malinconia, fedeltà, identità ferita ma orgogliosa.

Elizabeth I adottò “Semper eadem”, il celebre “Sempre la stessa”.

Non solo un motto, ma un manifesto: nonostante tutto, resterò me stessa.

Due donne in epoche diverse, ma con lo stesso intento: restare fedeli a ciò che erano. E forse, in questo, erano più simili di quanto si pensi.

Elizabeth I non rinnegò mai la propria discendenza York, né rinnegò mai la figura di sua madre, che portò con sé fino al letto di morte, col leggendario Chequers Ring, in cui le due sono ritratte insieme all’interno dell’anello.

La regina che molti definivano “la Vergine” non dimenticò mai la madre. Né la nonna. Non dimenticò da dove veniva.

È infatti un fatto noto che, nel 1573, Elizabeth I visitò Fotheringhay e qui fece celebrare un sermone commemorativo solenne nella chiesa superstite.
Il sermone fu predicato da William Wickham, all’epoca cappellano della regina, e che in seguito divenne vescovo di Winchester.

Il tono del sermone era commemorativo e onorifico, in particolare verso Richard Plantagenet, duca di York, suo bisnonno, descritto come un uomo virtuoso e sfortunato.

Elizabeth I volle così rivendicare la legittimità del suo lignaggio, sottolineando le sue radici Yorkiste.

Molti si chiedono se Elizabeth I abbia deliberatamente deciso di non avere figli per interrompere la dinastia Tudor. Fu davvero un’impossibilità biologica? O fu una scelta consapevole? Forse sapeva che la dinastia Tudor era nata nel sangue e nel compromesso e sentiva che non era più tempo di perpetuarla, ma di passare il testimone.

E così, la corona andò a un re “straniero”, eppure legato a doppio filo alla sua stessa stirpe.

Il ciclo dei Tudor inizia con una Elizabeth e si conclude con un’altra Elizabeth. Due donne, lontane nel tempo, ma unite da molto più di un nome.

Forse è stato il destino. O forse, più semplicemente, una scelta tutta femminile: iniziare, lasciare andare, e ricordare.

Senza mai dimenticare. Senza mai cambiare. Sempre fedele… restando sempre la stessa.

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