Probabilmente, se vi dicessi questi due nomi: Riccardo III e Harald Sigurdsson, non vi verrebbe in mente il motivo per cui ho deciso di metterli insieme nella stessa frase.
Eppure, i due re hanno molto più in comune di quanto si possa immaginare.
La storia è costellata di sovrani la cui grandezza è stata oscurata dalla propaganda dei vincitori. Tra questi, due figure emergono con sorprendenti parallelismi: Riccardo III d’Inghilterra e Harald III Sigurdsson, noto come Harald Hardrada, re di Norvegia.
Ma quali sono questi parallelismi?

L’ultima battaglia, la fine di un’epoca ed entrambi erano terzi del loro nome
Sia Harald che Riccardo erano III del loro nome. Harald, infatti, salì al trono come Harald III, mentre Riccardo divenne Riccardo III.
Inoltre, entrambi trovarono la morte sul campo di battaglia ed entrambi furono gli ultimi sovrani delle loro terre a morire in combattimento.
Riccardo III cadde a Bosworth nel 1485, ultimo re d’Inghilterra a morire sul campo, segnando la fine del Medioevo inglese. Harald Hardrada, invece, fu ucciso a Stamford Bridge nel 1066, nel tentativo di reclamare il trono d’Inghilterra. La sua morte segnò la fine dell’era vichinga, poiché i suoi successori non tentarono più espansioni militari di quella portata. Dopo di lui, nessun altro re norvegese morì in combattimento, rendendolo l’ultimo sovrano di Norvegia a cadere sul campo
Entrambi affrontarono avversari che avrebbero cambiato la storia: Harald contro Harold Godwinson, Riccardo contro Enrico Tudor.
Uomini di guerra e strategia
Erano entrambi comandanti esperti, temprati dal fuoco della battaglia.
Harald Hardrada aveva trascorso decenni a combattere, dalla Rus’ di Kiev fino a Costantinopoli, dove servì nella Guardia Variaga. Riccardo III, sebbene più giovane, era un brillante stratega, che si distinse nella Guerra delle Due Rose e si guadagnò la fedeltà del Nord. Entrambi erano molto rispettati dai loro uomini.
Demonizzazione postuma
Dopo la loro morte, le loro figure furono distorte dai vincitori.
Riccardo III venne trasformato da Shakespeare, Thomas Moro, Polidoro Virgilio (etc etc etc) e dalla propaganda Tudor in un mostro gobbo e fratricida, riducendolo a una caricatura crudele e deforme.
Harald Hardrada, invece, fu descritto come un re brutale e ambizioso, quando in realtà era un sovrano capace, che portò ricchezza e stabilità alla Norvegia.

[Leo Suter (Harald III) in Vikings Valhalla – Aneurin Barnard (Richard III) in The White Queen]
Sepolture misteriose
A secoli di distanza dalla loro morte, il destino dei loro resti racconta storie molto diverse.
Nel 2012, Riccardo III fu ritrovato sotto un parcheggio a Leicester, dopo essere stato sepolto in anonimato nel monastero dei Grey Friars, distrutto dai Tudor. Il suo ritrovamento ha permesso una riabilitazione della sua figura storica.
Harald Hardrada, invece, rimane ancora disperso nella storia. L’archeologo Øystein Ekroll, dopo il ritrovamento dei resti di Riccardo, sperava che l’interesse per la ricerca del re inglese potesse diffondersi anche in Norvegia perché Harald venne probabilmente sepolto in forma anonima a Trondheim, sotto quella che oggi è una strada pubblica. Un tentativo di recupero nel 2006 fu bloccato dalla Direzione norvegese per i beni culturali.
Un’eredità che resiste
Nonostante le menzogne e la damnatio memoriae, entrambi sono stati riscoperti, seppur in modi diversi.
Riccardo III è stato finalmente riconosciuto, mentre Harald Hardrada resta ancora un enigma, sepolto sotto la terra norvegese, in attesa di una riscoperta che speriamo possa un giorno avvenire.
Forse la storia non si ripete, forse è solo il riflesso di tante altre storie. Ma una cosa è certa: certi destini si rispecchiano attraverso i secoli e trovano sempre il modo di ritornare.
P.S. Se Harald non fosse morto a Stamford Bridge e fosse salito al trono d’Inghilterra, Riccardo III non sarebbe mai nato.
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