Quando pensiamo al Medioevo, spesso immaginiamo persone sporche, malate, strade maleodoranti e una totale mancanza di igiene.
Ma era davvero così?
Proviamo a sfatare un mito… in realtà, l’igiene personale era più curata di quanto si pensi, anche se con abitudini diverse dalle nostre (il che rende alcune pratiche piuttosto inusuali e, in alcuni casi, inefficaci). Ad esempio, era comune lavarsi quotidianamente “a pezzi”, ovvero pulire solo alcune parti del corpo, anche perché nel Medioevo faceva freddo dappertutto, dalle case dei contadini ai grandi castelli!
Contrariamente alla credenza popolare… sì, la gente si lavava! L’acqua veniva usata regolarmente, soprattutto per lavare mani e viso. Il problema era: quale tipo di acqua veniva utilizzata? Spesso non si attingeva direttamente da una fonte pulita, ma da pozzi vicini alle abitazioni o persino da raccolte d’acqua in strada, rendendola facilmente contaminata.

Ma niente paura: esistevano anche i bagni pubblici (sulle orme delle antiche terme romane), frequentati da molte persone che vi si immergevano in vasche comuni, spesso con acqua riscaldata. Tuttavia, con il tempo e con la diffusione della peste, si iniziò a temere che l’acqua calda aprisse i pori della pelle, rendendo il corpo più vulnerabile alle malattie. Inoltre, questi bagni pubblici finirono per trasformarsi pian piano in veri e propri bordelli a cielo aperto, portando a una loro progressiva chiusura.
D’accordo, l’acqua c’era, i bagni anche… ma i denti?
Un altro mito da sfatare è che nel Medioevo nessuno si lavasse i denti. Al contrario, l’igiene orale era considerata importante: si usavano bastoncini di legno fibroso per strofinare i denti, insieme a miscele di cenere, sale ed erbe aromatiche (esistevano persino delle soluzioni liquide, antenate del nostro collutorio).
Curiosamente, i poveri avevano denti più sani rispetto ai ricchi. Questo perché la loro dieta era povera di zuccheri raffinati, mentre i nobili consumavano grandi quantità di miele e frutta candita, favorendo la formazione delle carie.
Ad esempio la scoperta dello scheletro di Riccardo III ha rivelato che soffrisse di carie, tipico dei re e delle regine dell’epoca.
Un’altra abitudine piuttosto diffusa era dormire nudi.
Ora, potreste pensare: “Ma come? Hai appena detto che nel Medioevo faceva freddo dappertutto, e questi dormivano nudi?”
Ebbene sì! Questo comportamento non aveva tanto a che fare con il comfort (che, a dire il vero, non era poi così elevato), quanto con una misura di protezione dai parassiti come pulci e pidocchi. Ci si infilava nel letto totalmente nudi ma con indosso solamente una cuffietta, proprio per evitare che i parassiti si attaccassero ai capelli.
Gli indumenti venivano spesso ispezionati e lasciati all’aria aperta per ridurre la presenza di insetti, che proliferavano tra le pieghe dei tessuti.
Inoltre, la biancheria intima veniva cambiata più frequentemente rispetto agli abiti esterni: indossare biancheria pulita era segno di buona igiene, oltre che di status sociale.
Insomma, la gente nel Medioevo non era poi così sporca come si pensa! Certo, non esistevano docce giornaliere né deodoranti, ma l’igiene personale era comunque una pratica importante. Alcuni ricchi soffrivano di problemi dentali a causa della loro dieta, ma sapevano come pulirsi i denti. E dormire nudi? Un trucco ingegnoso per evitare parassiti fastidiosi.
L’argomento è vastissimo e in questo post abbiamo solo accennato ad alcuni punti. Se vi interessa, possiamo approfondire l’argomento con una seconda parte più dettagliata!
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