Lilith: la storia di una donna trasformata in demone perché non ha obbedito agli uomini

C’è una figura che spesso torna fuori nei libri, nelle discussioni, nell’astrologia e nelle riletture moderne della storia. Il suo nome è Lilith e sembra cambiare volto ogni volta che qualcuno la racconta.

Ora… qui bisogna fare subito una premessa, perché in tutti questi millenni di vita su Lilith si sono costruite una quantità di leggende che metterle tutte insieme sarebbe un trip senza ritorno.

Molti pensano che Lilith sia un personaggio centrale della Bibbia, la famosa “prima moglie di Adamo”. In realtà, se apriamo la Bibbia e andiamo a cercarla, scopriamo una cosa piuttosto curiosa: Lilith compare una sola volta.

Precisamente nel libro di Isaiah, in un passo che descrive luoghi desolati abitati da animali selvatici e creature della notte. In mezzo a queste presenze compare la parola ebraica lilit, spesso tradotta come “creatura notturna”.

Tutto qui.
Nessuna moglie ribelle, nessuna fuga dall’Eden, nessun dramma cosmico. Solo un accenno a una creatura notturna.
E allora da dove nasce tutta la storia?

Uno dei motivi per cui il mito di Lilith ha preso piede è un dettaglio piuttosto curioso del racconto della creazione. Nel primo capitolo della Genesi si legge:

“Dio creò l’uomo a sua immagine;
a immagine di Dio lo creò;
maschio e femmina li creò.”

Questo passo si trova nel libro della Genesi (1:27) e subito dopo segue con (2:21–23):

“Il Signore Dio formò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo.
Allora l’uomo disse: «Questa volta essa è carne della mia carne e osso delle mie ossa. La si chiamerà donna, perché dall’uomo è stata tolta».”

Quella frase di Adamo, del primo uomo, che dice “questa volta…” fa intuire che probabilmente c’era stato un primo tentativo che a uno dei due non andava bene.

Nel primo passo (1:27) uomo e donna sono stati creati insieme, nello stesso momento.
Ma qualche versetto dopo, nel secondo racconto della creazione, la storia cambia: la donna viene creata dalla costola di Adamo.

Questa apparente contraddizione ha fatto nascere, nei secoli successivi, una domanda piuttosto intrigante: e se la donna creata insieme ad Adamo non fosse Eva?

Ed è proprio nel Medioevo che qualcuno prova a riempire questo vuoto narrativo.

Nell’Alfabeto di Ben Sira compare per la prima volta la storia che oggi tutti conoscono: prima di Eva Dio creò Lilith.

La differenza tra le due è fondamentale. Eva nasce dalla costola di Adamo, quindi parte di Adamo, estensione di esso.
Lilith invece nasce dalla stessa terra, quindi pari ad Adamo.
Sono creati nello stesso modo.

Secondo il racconto, quando Adamo pretende di dominarla, Lilith non è esattamente entusiasta dell’idea. Anzi, decide che la cosa non le interessa affatto. Rifiuta di sottomettersi.

«Ella disse: “Non starò sotto di te”.
Ed egli disse: “E io non giacerò sotto di te, ma solo sopra. Per te è adatto stare solamente sotto, mentre io sono fatto per stare sopra.”»

Così, a questo punto, succede qualcosa di interessante. Lilith, infuriata, pronuncia il nome di Dio e scappa dall’Eden.

E cosa accade, allora? Potevano mai lasciar andare la cosa e ammettere l’errore? E cioè che ognuno sceglie per sé e che la donna ha diritto alla scelta, a rifiutarsi? Potevano mai dire: “Sai… Dio, forse ho sbagliato a trattarla così”?

No, neanche per scherzo.
Succede che la donna che rifiuta di obbedire diventa, improvvisamente, un demone.

Nelle tradizioni successive la figura di Lilith diventa sempre più oscura. Nella mistica ebraica Lilith viene descritta come la compagna dell’angelo oscuro Samael (angelo della morte e del giudizio, spesso rappresentato cieco, proprio perché cieco dinanzi alla morte e al giudizio) e diventa una sorta di regina dei demoni.

Nel Medioevo si credeva addirittura che potesse attaccare i neonati durante la notte e fosse causa delle eiaculazioni notturne degli uomini, provocate appositamente da Lilith per sfruttarne il seme e generare altri demoni. Ragione per la quale nelle case si appendevano amuleti per proteggere le culle (e gli uomini) da lei.

Collier, John; Lilith; Atkinson Art Gallery Collection

Ora, se ci pensiamo un attimo, la dinamica è piuttosto interessante: una figura che dice “no” all’ordine stabilito viene progressivamente trasformata in qualcosa di mostruoso.

E a questo punto viene spontaneo fare un piccolo salto fuori dal mito e dentro la storia. Perché questo meccanismo non riguarda solo le leggende. Succede anche con i personaggi reali.

Pensiamo a Riccardo III: per secoli è stato dipinto come un mostro, tiranno, assassino di bambini, gobbo malvagio assetato di potere. Gran parte di questa immagine nasce dalla propaganda dei Tudor e viene poi immortalata da Shakespeare, che l’ha resa, per qualche assurda ragione, pensiero comune.

Oppure pensiamo a Maria Antonietta. Ancora oggi molti ricordano la frase “Se non hanno pane, che mangino brioche”.
Peccato che non l’abbia mai detta. Ma la propaganda rivoluzionaria aveva bisogno di un simbolo dell’arroganza dell’Ancien Régime, e quella frase funzionava perfettamente.

O ancora Anna Bolena, accusata di stregoneria, incesto e tradimento in un processo costruito politicamente quando Enrico VIII aveva bisogno di liberarsi di lei.

Il meccanismo, in fondo, è sempre lo stesso. Quando una figura diventa scomoda o quando un nuovo ordine deve legittimarsi, spesso si crea un mostro.

Lilith rappresentava una donna che rifiutava la sottomissione.
Riccardo III rappresentava un re sconfitto che doveva essere delegittimato.
Maria Antonietta era il simbolo perfetto dei vizi dei ricchi e di una monarchia che stava per cadere.
Anna Bolena diventava improvvisamente una strega quando il re aveva deciso che non gli serviva più.

In tutti questi casi la storia segue uno schema familiare: prima si costruisce un mito, poi lo si ripete abbastanza a lungo da farlo diventare realtà… e alla fine rimane il mostro.

Ma a volte vale la pena fermarsi un attimo e chiedersi se quel mostro sia mai esistito davvero.

Lilith non è mai stata un demone: è solo la memoria molto antica di una donna che ha detto “no”. E la storia è piena di figure, reali o leggendarie, che aspettano ancora di essere liberate dalle ombre create intorno a loro.

Perché, molto spesso, i demoni non nascono dal male. Nascono dalla propaganda, dal potere… e da una certa visione del mondo che decide chi deve obbedire e chi invece deve essere trasformato in mostro.

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